Torteria Olsen


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Le Madeleines di Proust

Dolce

[...]in una giornata d'inverno, rientrando a casa, mia madre,
vedendomi infreddolito, mi propose di prendere,
contrariamente alla mia abitudine, un po' di tè.
Rifiutai dapprima, e poi, non so perché, mutai d'avviso. Ella mandò a prendere uno di quei biscotti pienotti e corti chiamati Petites Madeleines,
che paiono aver avuto come stampo la valva scanalata
di una conchiglia di San Giacomo.
Ed ecco macchinalmente oppresso dalla giornata grigia e dalla previsione di un triste domani, portai alle labbra un cucchiaino di tè, in cui avevo inzuppato un pezzetto di Madeleine. Ma, nel momento stesso che quel sorso misto a briciole di biscotto toccò il mio palato, trasalii, attento a quanto avveniva in me di straordinario.
Un piacere delizioso mi aveva invaso, isolato, senza nozione della sua causa.
M'aveva subito reso indifferenti le vicissitudini della vita, le sue calamità, la sua brevità illusoria, nel modo stesso in cui agisce l'amore,
colmandomi d' un'essenza preziosa[…]


Marcel Proust


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